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Robot, Gps, sensori ecco la tecnologia per gestire le emergenze

Da: Archivio Repubblica

IL TERREMOTO DELL’EMILIA HA DIMOSTRATO LA VALIDITÀ DI UNA SERIE DI NOVITÀ SPECIALMENTE NELLE TELECOMUNICAZIONI DI EMERGENZA, MA ANCHE NEL COORDINAMENTO DEI VOLONTARI O NEL SUPPORTO ALLE OPERAZIONI DI SCAVO NONCHÉ DI RISTRUTTURAZIONE DEGLI EDIFICI LESIONATI

Catia Barone

Robot alla ricerca di persone intrappolate sotto le macerie, navigatori satellitari che interagiscono con i radioamatori e guidano i soccorsi, sensori wireless che stabiliscono se un edificio è agibile in tempo reale. Alcuni sono prototipi, altri sistemi già funzionanti. Tutti prospettano nuovi scenari di fronte all'indomabile violenza di un terremoto e alla necessità di velocizzare gli interventi. Vediamo le novità. Sperimentato in occasione del sisma in Emilia è Geosat 6 Aprs di AvMap, navigatore satellitare pensato per i radioamatori e la Protezione Civile: il device comunica con le ricetrasmittenti e ottiene informazioni da visualizzare sulla mappa del display. Uno strumento prezioso quando le linee telefoniche e Internet vanno in tilt. Il dispositivo mostra in tempo reale le posizioni di tutti i radioamatori fissi o in movimento, e riceve i loro messaggi, permettendo ai soccorritori di sapere esattamente dove andare per risolvere il problema segnalato. Nel caso di scosse ulteriori, come è successo in Emilia, il sistema è utile perché pochi minuti dopo un terremoto il radioamatore segnala che la casa del vicino è crollata. Il navigatore, in mano a un uomo della Protezione Civile, riceve il messaggio sul display e individua subito la posizione esatta della ricetrasmittente. Poi seleziona l'obiettivo e lo imposta come destinazione. Il sistema riduce i tempi di intervento anche in caso di incendi, frane, alluvioni. Per ora è in dotazione ad alcuni gruppi di Protezione Civile, Elisoccorso

ed Emergenza sanitaria, ma in America è una realtà consolidata. Si affianca al sistema basico attivato subito dopo il terremoto quando si chiesedi“aprire”leantennewi-fi.Già al terremoto dell'Aquila nel 2009 i radioamatori di Lazio, Abruzzo, Campania si misero in collegamento tramite un sistema di ponti radio in fonia, interconnessi attraverso una serie di frequenze sulla gamma radioamatoriale Uhf 430 Mhz riuscendo a verificare l'impatto del sisma. Restiamo in tema di comunicazioni. In rete è nata una piattaforma di soccorso per le calamità naturali, Protezione civica, lanciata dall'associazione no-profit Wikitalia: l'obiettivo è riunire il maggior numero possibile di volontari identificando in tempo reale le loro segnalazioni tramite un sistema di geolocalizzazione. Il sito, nato anch’esso sull'onda dell'emergenza dell'Emilia, permette di condividere tutte le informazioni utili. La piattaforma è in stile Facebook: si possono scrivere messaggi, postare video e foto, creare eventi e interagire con gli altri utenti. Oltre ovviamente a lanciare appelli e segnalare tutte le richieste dei terremotati. Altra novità: un gruppo di studenti dell'Università inglese di Warwick ha perfezionato un robot che utilizza la tecnologia Kinect creata per i videogame Xbox e va alla ricerca dei dispersi. L'idea è impiegare l'automa per le operazioni troppo pericolose per i soccorritori e anche per i cani tipo un edificio pericolante. I robot sono programmati per identificare tutti i segni di vita e offrono una visione 3-D ricreando le mappe degli ambienti visitati. C'è un aspetto da non sottovalutare: i costi. Finora sistemi di questo tipo hanno fatto affidamento su apparecchiature laser-based. Il team di Warwick ha invece puntato su un hardware meno costoso preso in prestito dai videogiochi. Con i robot gli studenti hanno vinto il campionato europeo Robocup Rescue in Germania. Ci sono poi soluzioni per la messa in sicurezza dei palazzi. Gli edifici del futuro sono dotati di sensori wireless per comunicare lo stato di agibilità degli appartamenti. Il sistema è ancora allo studio, ma le basi sono promettenti. Ci stanno pensando i ricercatori del Laboratorio prove materiali e strutture dell'Università di Trento che hanno creato sensori, simili a barrette, da inserire nelle colonne di calcestruzzo o all'interno di travi, pilastri e solai degli edifici. Una volta attivati, sono in grado di comunicare deformazioni e spostamenti segnalando con il verde se il palazzo è agibile, con il rosso se va evacuato e con il giallo se richiede una verifica più approfondita. La tecnologia dei sensori è simile a quella usata per produrre i circuiti integrati dei microchip, i sistemi micro elettromeccanici Mems. Sopra, il terremoto in Emilia, a fianco il Geosat 6 Aprs di AvMap e la radio Kenwood: abbinati consentono le comunicazioni anche nelle emergenze

   
   

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