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Onde (radio) in piazza San Marco sulle orme di Guglielmo Marconi

Da: http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cultura_e_tempolibero/2011/25-giugno-2011/-onde-radio-san-marco-orme-marconi-190947463219.shtml

Centinaia di persone hanno assistito venerdì sera, nel cuore di Venezia, all’evento scientifico dell’astrofisico Tamburini. Le applicazioni: microscopi più potenti contro le malattie

Effetti ottici creati dalle onde radio (Vision)

Effetti ottici creati dalle onde radio (Vision)

VENEZIA — Un evento storico nel cuore in una location unica come Palazzo Ducale: l’esperimento scientifico di venerdì sera sulle onde radio del fisico veneziano Fabrizio Tamburini ha richiamato l’attenzione del mondo scientifico e non solo. Quasi un migliaio di cittadini e turisti hanno celebrato la perfetta riuscita dello studio sulle onde radio, il primo da quando Guglielmo Marconi, nello scetticismo generale, ne effettuò uno analogo nel 1895. Un’antenna parabolica speciale collocata sulla torretta della Compagnia della Vela nell’isola di San Giorgio ha infatti lanciato un segnale recepito in meno di un secondo da un’apparecchiatura ricevente sulla loggia di Palazzo Ducale. La scoperta di Tamburini sfrutta la «vorticità degli stati di luce» e consente di riunire in una sola frequenza oltre cento canali, contro i cinque attuali: in sostanza prima, intorno alle 21.45, si sono uditi due fischi separati, uno sul canale normale e l’altro sul canale «vorticoso», poi i due fischi, partiti nello stesso momento, sono arrivati simultaneamente e sono stati sintonizzati non in frequenza ma sulla modulazione. Per spiegarlo con le parole dell’esperienza quotidiana, è stato come ascoltare due canali radio - Radio1 e Radio2 - simultaneamente, con la stessa frequenza.

Per festeggiare la riuscita è partito un colpo di fucile che ricordava lo sparo che più di 115 anni fa avvertì Marconi che il primo segnale radio della storia era stato lanciato. E in collegamento telefonico con Palazzo Ducale c’era proprio la più giovane delle figlie dello scienziato, la principessa Elettra, oggi 81enne. Le applicazioni (con relativi brevetti), che non tarderanno ad arrivare a patto di trovare i finanziamenti necessari, potranno cambiare radicalmente il mondo della ricerca: permetteranno ad esempio di potenziare di circa 10 volte i microscopi con progressi nella lotta contro il cancro e le malattie genetiche. Progressi potranno essere fatti anche nel campo dell’astronomia e delle nanotecnologie. L’applicazione più «popolare» riguarderà le telecomunicazioni, con frequenze radio-televisive e di telefonia mobile praticamente infinite. E proprio in questo campo, in collaborazione con i radioamatori veneziani, ieri si è provato con successo ad allargare la banda, lanciando addirittura un segnale video: e anche questa scoperta sarà presto pubblicata sulle riviste scientifiche. Grazie a questo evento Tamburini spera di aver ottenuto la visibilità necessaria per non essere più precario. Eh già, perché il fisico veneziano, con potenzialità da Nobel e con una cinquantina di pubblicazioni all’attivo, non ha ancora un contratto fisso e ha un semplice assegno di ricerca all’Università di Padova, dove lavora a stretto contatto con il professor Filippo Romanato, direttore scientifico del dipartimento di fisica dell’ateneo padovano. «Speriamo che il ministero ora si muova — ha spiegato Tamburini — perché attualmente in Italia la situazione dei ricercatori è disastrosa».

Andrea Saule

   
   

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