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Il Politecnico va in orbita con un satellite "mignon"

Da: Archivio Repubblica

Per la prima volta un'università italiana porta un piccolo apparecchio nello spazio, grazie a Vega, il lanciatore dell'Agenzia spaziale europea. Ci hanno lavorato 100 studenti. Il "countdown" domani mattina in diretta dal Poli

di STEFANO PAROLA

Il Politecnico va in orbita con un satellite "mignon" Il satellite E-St@r del Politecnico

Questa volta il Politecnico di Torino va in orbita. E a rappresentarlo sarà una "scatoletta" di dieci centimetri per lato e dal peso di un chilo, piena di tecnologia. Si chiama E-St@r e tecnicamente è un "cubesat", cioè un piccolo satellite di forma cubica. Lo hanno realizzato gli studenti dell'ateneo torinese e domani verrà lanciato nello spazio assieme ad altri sei apparecchi messi a punto da altrettante università europee, tra cui La Sapienza di Roma.

A portarlo ai "piani alti" dall'atmosfera terrestre sarà Vega, il nuovo lanciatore dell'Esa, l'Agenzia spaziale europea. Il razzo partirà alle 11 (ora italiana) da Kourou, in Guiana francese, ma sarà possibile assistere alla partenza anche grazie alla diretta allestita dal Politecnico nella sala Consiglio di facoltà, che parte alle 10 con gli interventi di alcuni protagonisti del progetto. Sarà un piccolo evento storico per l'università italiana, che per la prima volta lancerà due satelliti in orbita grazie al lavoro degli atenei di Torino e Roma, che hanno saputo superare la concorrenza di altri 34 progetti provenienti da tutta Europa.

Sono più di cento gli studenti di corso Duca degli Abruzzi che fanno parte dell'Aerospace system engineering team, la squadra del "Poli" che in questi anni ha lavorato a E-St@r attraverso gruppi di lavoro attivati durante i corsi di ingegneria aerospaziale e attraverso tesi di laurea e di dottorato. Il risultato è un prototipo "mignon", ma del tutto simile ai satelliti industriali, e che ha un obiettivo: superare i problemi di controllo dell'assetto che di solito affliggono i "cubesat" e spalancare così le porte a una loro eventuale applicazione industriale.

Funzionerà? Ci vorranno mesi di test per capire se i ragazzi del "Poli", coordinati dalla ricercatrice Sabrina Corpino e dal professor Sergio Chiesa, possano dire di aver compiuto la loro missione. Nei prossimi giorni, però, sarà già possibile capire se E-St@r è in grado di inviare correttamente il segnale. A captarlo ci penserà la stazione dell'associazione radioamatori di Bra, che ospiterà il quartier generale del team studentesco.

   
   

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