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Una vita sulla frequenza giusta: prossima sfida l'atollo del Pacifico

Da: http://www.lanazione.it/pistoia/cronaca/2013/01/20/833020-vita_sulla_frequenza_giusta_prossima_sfida_atollo_pacifico.shtml

Giovanni Bini, radioamatore pistoiese

Bini ha collegato tutti i Paesi collegabili via radio. Ora l'ultima missione a Clipperton, a oltre mille chilometri da Acapulco, dove si fermerà insieme ad altri 23 radioamatori e scienziati e biologi

Giovanni Bini alla sua postazione radio allestita nella mansarda di casa
Giovanni Bini alla sua postazione radio allestita nella mansarda di casa

Pistoia, 20 gennaio 2013 - Nome in codice «I5JHW». Il che, per molti digiuni della materia, non è che un’accozzaglia confusa di lettere e numeri. In realtà questa sigla non è che l’identificativo di Giovanni Bini, ex imprenditore tessile, 71 anni di Agliana, che nel suo personalissimo «bunker» tra le mura di casa ha un vero e proprio arsenale di diavolerie elettroniche e ingegneristiche, una complessa postazione radio comprensiva di venti metri di antenna posizionati nel giardino di casa che gli consentono di arrivare ovunque.

 

Trecentoquarantuno i Paesi collegati, oltre quaranta quelli visitati, sempre inseguendo la sua più grande passione, quella della radio. E lui radioamatore lo è praticamente da sempre fino a quando, negli anni Ottanta la passione è diventata una sfida: collegare «il collegabile». Missione riuscita e ora non rimane che qualche «sfizio». Prossimo obiettivo Clipperton, una sperduta isola francese nel Pacifico a oltre 1200 chilometri da Acapulco. Partenza il prossimo 16 febbraio.

 

«Non sapevo se accettare o no quando me lo hanno proposto — spiega Giovanni Bini —. Stare fuori un mese, condividere l’esperienza con altre venti persone e oltre, tutte cose che finora non avevo fatto. Ma alla fine ho scelto di accettare e così — dice mostrando il biglietto aereo — tra meno di un mese si parte».

 

«Quasi nessuno ci pensa — spiega —, tanti danno per scontata la tecnologia che hanno fra le mani tutti i giorni. E invece dietro ci sono dei meccanismi molto complessi, all’origine dei quali c’è il fondamentale contributo della radio. Essere radioamatori oggi significa coltivare una passione, che non voglio definire un hobby, un amore puro, una sorta di fai da te, un bricolage, una palestra ingegneristica straordinaria che, ad esempio, in me è nata quando negli anni Cinquanta a
malapena si poteva vedere la televisione».

 

E Bini con questo grande amore ha girato il mondo, riuscendo a trasmettere anche da Paesi in cui le trasmissioni erano bandite. «Non ne capisco niente di tutti questi apparecchi — commenta la moglie Eleonora — ma devo ammettere che grazie alla radio e alla tenacia di mio marito ho potuto visitare posti incredibili sperduti in mezzo al mare, dove si faceva fatica a incontrare altre persone». E ora l’ennesima sfida chiamata Clipperton da dove, come per ogni viaggio, Bini manderà la sua personalissima cartolina. «Via» onde radio.

   
   

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